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martedì 9 novembre 2010

alcune delle cose che accadono:

l'odore che c'è in una stanza dove è morta una persona da qualche ora è molto forte, è acre, è potente, è insistente. mi sono accorta che le persone morte, non sembrano più persone vere, sembrano maschere, hanno un'espressione finta, talmente immobile che sembra disegnata.
credo che in una classifica ipotetica, che raccolga i peggiori modi per cominciare una giornata, ai primi posti troveremmo: respirare come prima cosa l'odore di una persona morta.

(respira con la bocca, poi col naso, cerca di abituarti, così non ti fa più schifo, così non vomiti, esci a prendere aria, apri la finestra, togliti dalla corrente per non farti investire dal flusso dell'odore che se ne va)

sali in macchina e ti rendi conto che anche col finestrino abbassato, anche con l'aria fredda che ti entra nel naso, in gola, nei polmoni, la sensazione grottesca è che l'odore non va via. razionalmente la cosa non è possibile, ma viene da chiedersi perchè, invece, l'odore meraviglioso delle lenzuola fresche di bucato, o della pelle calda del tuo uomo, non rimanga così a lungo nella tua testa, o nelle tue narici.
prontamente, allora, ti cerchi una soluzione su misura:

1)vai in edicola a comprare il tuo quotidiano e il tuo settimanale, li riponi in macchina
2)vai al bar e compri due brioches fresche alla crema, e le riponi in macchina
3)vai dal fornaio e compri quattro francesini di panfocaccia e quattro grissini alle olive, il tutto appena sfornato, e li riponi in macchina
4)vai al cimitero, compri una rosa rosa, la metti sulla tomba di tua madre, insieme alle mille altre rose rosa che tutti comprano per lei, perchè tutti sanno che erano le sue preferite
5)esci dal cimitero, evitando con cura le anziane impiccione, entri in macchina, respiri a pieni polmoni l'odore di stampa, di brioches e pane freschi, ti avvii verso casa, con un pianto liberatorio, riempiendo il naso e la testa di odori piacevoli
6)ringrazi perchè la vita è bella, (e perchè quelle brioches le mangerai a letto insieme a lui, con caffè e spremuta di arance rosse) e ringrazi anche per aver conosciuto la morte come qualcosa di molto diverso da quello che è successo alle 7.45 di quella domenica mattina.




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