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venerdì 17 dicembre 2010

riflessione sull'inverno

l'inverno comincia così, lento, dolce, che nemmeno te ne accorgi.
comincia quando per la prima volta esci di sera, verso ottobre, convinto che non serva la sciarpa, e la mattina dopo per prima cosa tossisci, per dare il buongiorno al mondo.
l'inverno comincia quando, se per sbaglio vuoi fumare una sigaretta in casa dopo il caffè, poi devi stare seduto a forma di gomitolo per un paio d'ore prima di riprendere una temperatura decente.

poi, piano piano, ci si abitua. ci si attrezza. e si arriva all'inizio di dicembre, spavaldi, convinti che ormai abbiamo la situazione in pugno. abbiamo il cappottino caldocaldo, i guanti in finto pelo di cammello con imbottitura tripla e tergicristallo, il cappello coibentato, la sciarpa in lana di vetro. tutte le difese che in queste migliaia di anni siamo stati capaci di inventare per sopperire alle mancanze dovute alla moda della depilazione.
ma un giorno, una mattina, scopriamo che tutte le nostre invenzioncine sono I-NU-TI-LI. già dalla finestra della camera da letto si capisce, solo con un rapido sguardo, che fuori ci sono un-sacco-pochi-gradi. apri la finestra del bagno per fare entrare il gatto in ipotermia e senti che non ce la puoi fare, che coi tuoi mezzi, queste temperature sono troppo, il tuo corpo non ce la farà mai. prendi coscienza di non essere un vichingo, ma un abitante dell'area mediterranea. e capisci.
torni a letto, e cerchi di capire come funziona il letargo, che è l'unica soluzione per alcuni mammiferi, e forse anche per noi. io rivendico il mio diritto a stare nel letto, in letargo, a combattere il freddo a modo mio, fino al disgelo.



rivoglio la primavera, la fioritura delle rose, e infine, l'estate..

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